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Una guida completa sulla vescica dolorosa e le strategie di cura biopsicosociali per la sensibilizzazione vescicale

Il termine “cistite” indica un disturbo della vescica, senza specificarne il meccanismo patologico. Siamo però abituati a conoscerla come un’infiammazione molto fastidiosa che si presenta con dolore e bruciore alla minzione, aumento della frequenza della minzione, fastidio a livello dell’uretra e del basso ventre e, nei casi più gravi, con febbre e sangue nelle urine. 

Quando compaiono questi sintomi, generalmente in maniera rapida e netta, riconoscerli è immediato e tipicamente viene prescritta una terapia farmacologica antibiotica. Inoltre se si esegue in quel momento l’esame delle urine (urinocultura) risulta positivo. La sintomatologia generalmente ha una regressione completa in pochi giorni.

Fino a qua sembra tutto chiaro e lineare. Peccato però che esistano svariati casi in cui le persone iniziano a provare sintomi simili in maniera cronica o ricorrente, con la caratteristica che la terapia antibiotica non è più risolutiva per la sintomatologia e l’urinocultura risulta molto spesso negativa. Ed ecco che la persona va in cortocircuito: come è possibile che ci sia una sintomatologia così chiara con dolore vescicale, dolore alla minzione, urgenza e aumento della frequenza minzionale, sensazione di pesantezza al basso ventre… ma l’urinocultura risulta negativa e la terapia antibiotica non è più efficace sulla sintomatologia?

Dobbiamo allora ricordarci che esistono una serie di condizioni dolorose primarie, ovvero non secondarie ad una comprovata infiammazione o infezione o patologia locale, che possono coinvolgere anche gli organi viscerali della pelvi, tra cui la vescica. Molto spesso (ma non necessariamente) tali condizioni insorgono a seguito di ripetute infezioni delle vie urinarie facendo sì che il sistema nervoso diventi più sensibile alla sensazione di riempimento della vescica stessa e ci sembri di dover urinare anche se la vescica non risulta piena. Oppure in persone che soffrono di altre forme di dolore pelvico, vulvodinia ad esempio, è probabile che si possa manifestare una sintomatologia simile per un fenomeno chiamato sensibilizzazione cross-organo: gli organi della pelvi, quando “sensibili”, si “sensibilizzano” vicendevolmente.

Quindi sì: una vescica “sensibilizzata” può fare male, possiamo sentire lo stimolo di dover urinare molto più frequentemente, urinare può essere doloroso… anche senza una chiara patologia in atto e quindi con una vescica sana. Questa condizione viene nominata in diversi modi: sindrome della vescica dolorosa e cistite interstiziale sono le due etichette più conosciute. 

Ricapitolando, quando i sintomi sono: necessità di urinare frequentemente, urgenza minzionale, dolore alla minzione o al riempimento della vescica ma la visita urologica, l’esame delle urine e la cistoscopia risultano negative, è di una sindrome da dolore primario che stiamo parlando. 

In tal caso l’antibiotico non risolve il problema e l’EAU (European Association of Urology) sconsiglia di ripetere con alta frequenza gli esami diagnostici sopra indicati e consiglia di passare ad un approccio di cura biopsicosociale. Sappiamo infatti che, così come accade per il sistema nervoso in altri disturbi da dolore cronico muscoloscheletrico, la vescica può “sensibilizzarsi” ovvero può alterarsi la percezione che noi abbiamo di essa e del suo stato di riempimento e noi diventare più attenti verso le sensazioni che arrivano da essa. Infine, a livello neurobiologico, lo stress indotto da tale condizione dolorosa e dalla percezione di essere continuamente in pericolo può attivare il sistema nervoso autonomo il quale fa aumentare la contrazione vescicale e ci fa avere ancora di più lo stimolo di urinare. Si viene così a creare un circolo vizioso che si autoalimenta. Abbiamo dolore e dobbiamo urinare, siamo spaventati dal non sapere cosa ci sta succedendo, abbiamo paura, dobbiamo urinare ancora di più, aumenta la preoccupazione, aumenta il dolore e via dicendo.

Si possono in questo caso suggerire una serie di strategie muscolari e cognitivo-funzionali al fine di rieducare la sensibilità vescicale, rieducare la vescica a corretti timing per la minzione, fornire strumenti legati al movimento corporeo e al rilassamento al fine di ripristinare un corretto funzionamento dell’asse vescica-sistema nervoso e ridurre la sensibilità della stessa.

a cura di Greta Tonelli