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EPISODIO 6 –  IL DOLORE E’ NORMALE
Se il dolore è normale, allora cosa non lo è?

Se leggendo il titolo della puntata 6 (IL DOLORE E’ NORMALE) avete notato una sensazione di fastidio dentro di voi sappiate che non siete le uniche. Anche io negli anni ho sentito e letto mille volte lo slogan opposto, ovvero IL DOLORE NON E’ NORMALE. L’ho letto sui social, sui siti internet, sui cartelli durate i cortei, l’ho sentito nei racconti delle mie pazienti e nei corsi di formazione a cui ho partecipato. Ogni volta che l’ho sentito però, ho provato dentro di me diverse emozioni e pensieri contrastanti e il desiderio di capire che cosa, realmente, non sia normale. 

Il bagaglio emotivo e culturale che porto con me in quanto persona socializzata come donna e che si identifica come tale, mi fa vedere in maniera lampante dove affondino le radici di questo slogan. Origina sicuramente da quel processo di rivendicazione che ad un certo punto della storia ha ritenuto fosse il momento di interrompere l’approccio violento, non consensuale e doloroso che si perpetrava all’interno di molti dei rapporti sessuali uomo-donna.  Quel dolore, no, non è normale. Ma forse, più che il dolore, è come quel dolore è originato, a non essere normale. Sono le dinamiche intrise di un dislivello di potere oppure di mancanza di comunicazione e rispetto reciproco, a non essere “normali”.

Se guardiamo quindi al dolore con questa nuova consapevolezza, possiamo affermare che il dolore, in quanto esperienza umana, è normale e capita che ci sia di tanto in tanto nelle nostre vite. Esso provoca indubbiamente emozioni: la rabbia, la tristezza, il senso di ingiustizia, il domandarsi continuamente “perché proprio a me?”, sono emozioni e sentimenti che possono facilmente presentarsi in chi prova dolore e non viene creduta oppure in chi, a causa dei cambiamenti che il dolore ha portato, si sente inadatta rispetto a degli standard sociali, oppure ancora semplicemente in chi ha perso il contatto con tutte le cose belle e gratificanti della propria vita.

Le persone infatti, quando soffrono di dolore, rinunciano a pezzi delle proprie esistenze: non sollevano più le borse della spesa, non vanno in bici, non vanno in vacanza, non fanno più sesso e nemmeno il loro sport preferito. In questo circolo vizioso è facile che non si riesca a vedere e pensare ad altro che al dolore, catalizzando tutte le proprie energie nel cercare di evitarlo, di toglierlo, provando poi ancor più rabbia e frustrazione e non realizzando che nel mentre le vite vanno impoverendosi e che è da qua che origina la sofferenza. 

Portare il focus sul consenso e sul riprendersi in mano i pezzi di valore nelle proprie vite è ciò che fa si che l’autoefficacia delle persone aumenti, la loro soddisfazione sessuale anche e che, il dolore.. si depotenzi.