EPISODIO 4 – L’AMORE NON E’ UN BUCO
L’egemonia della penetrazione e l’impatto sulle persone con dolore pelvico e vulvodinia
Avere vulvodinia o dolore pelvico ha sempre un impatto sulla sessualità di chi ne soffre e più nello specifico sulla sessualità penetrativa. Nel concreto è molto probabile che l’ingresso in vagina di una parte del corpo propria o altrui, piuttosto che di sex toys, sia doloroso, spaventoso o più probabilmente entrambi. E’ comprensibile quindi che la persona possa non desiderare che la penetrazione vaginale sia una componente del rapporto sessuale. Ora, sospendiamo il giudizio e le considerazioni rispetto al trattamento del dolore, delle risposte muscolari e della paura e concentriamoci su come si sente una persona di genere femminile nella condizione precedentemente descritta.
La sessualità penetrativa storicamente è considerata la parte principale di un rapporto sessuale, quella che dà il sigillo di garanzia che due persone abbiano fatto “davvero” sesso. Inoltre spesso viene romanticizzata: un unione emotiva, affettiva e sessuale tra due persone degna di nota e di valore deve essere suggellata da un unione fisica, penetrativa, dei due corpi. Ciò ha fatto si che la penetrazione invece che essere una delle possibilità della sessualità umana divenisse quella più in cima nella gerarchia. Peccato che se è vero che la vagina è meccanicamente penetrabile, la penetrazione non è meccanicamente piacevole.
E’ dai vissuti personali che parte anche la quarta puntata di Brucia, che dal personale però rimpicciolisce la cinepresa per esplorare il portato culturale, le dinamiche, gli stereotipi e le aspettative sociali in riferimento alla penetrazione. Ogni persona che abbia un sintomo pelvico che intacca la sessualità si ritrova infatti necessariamente a confrontarsi con i cambiamenti che avvengono nella sessualità stessa e soprattutto con la possibilità di non aderire a determinati standard culturali.
Per riflettere su quale sia il significato che la penetrazione ha avuto, o ha, nella nostra società, e sulla sua origine ho chiesto aiuto a Elisa Virgili. Elisa è una ricercatrice in sociologia all’università di Milano-Bicocca e si occupa di studi di genere e teorie queer. Il tono di questa puntata è inevitabilmente femminista: i contenuti invece sono pescati, oltre che dalla letteratura femminista, dalla fisiologia sessuale femminile e dalla sessuologia.
