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Tra le persone che ricevo in studio molte hanno paura che i muscoli del loro pavimento pelvico siano eccessivamente contratti, irreversibilmente diversi rispetto a uno standard di normalità. Molte percepiscono i propri muscoli come danneggiati e non abili nel supportarle nella sessualità penetrativa o nelle funzioni fisiologiche come la minzione. La loro percezione è che tale stato di contrazione sia come una patologia, capitata per sfortuna o per aver avuto atteggiamenti posturali o sportivi scorretti. Questo è il messaggio dal quale sono bombardate dai social e molto spesso dai professionisti sanitari che le hanno precedentemente visitate.

Ipertono è un termine che in ambito neurologico è utilizzato per descrivere una contrazione muscolare alterata e un modo di muovere una parte del corpo anomalo. Questa condizione deriva da un danno del sistema nervoso centrale ed è quello che succede per esempio quando una persona ha un ictus: la lesione avvenuta nel cervello comporta un cambiamento nella taratura del tono dei muscoli, generalmente in una direzione di iper reclutamento. Quando parlo di un danno nel sistema nervoso centrale mi riferisco appunto al cervello e con grandissima probabilità (quasi certezza!) le persone che soffrono di dolore pelvico o disfunzioni dell’area pelvica hanno fortunatamente un sistema nervoso centrale perfettamente integro.

Partendo da questa premessa vorrei porre l’attenzione su alcuni concetti. Utilizzare la parola “ipertono” quando si tratta di persone con un sistema nervoso centrale sano è concettualmente sbagliato. I muscoli sono, attraverso il sistema nervoso, sotto il controllo volontario della persona e il loro stato di contrazione può essere sempre volontariamente modificato da “dentro”, in altre parole dalla persona stessa attraverso l’attenzione, la consapevolezza e il comando verso i propri muscoli. 

I muscoli del pavimento pelvico non fanno eccezione: così come possiamo piegare e distendere il braccio possiamo sempre contrarli e rilasciarli. A riposo devono mantenere uno stato di contrazione di base (come tantissimi altri muscoli del nostro corpo) che è funzionale a supportare gli organi pelvici e a mantenere alcune funzioni come la continenza di feci e urine ma non esiste una misura di riferimento riconosciuta attorno alla quale possiamo dire che un tono è normale. Se non esiste un riferimento per la normalità non è possibile neanche riconoscere quando un tono è diminuito o aumentato.

Vi invito quindi a considerare i muscoli non come dei pezzi di carne spiattellati in una parte del nostro corpo bensì come un tassello prezioso di quel fine sistema che ci permette di muoverci e stare al mondo. I muscoli sono finemente collegati, attraverso i nervi, al nostro sistema nervoso centrale ed è il sistema nervoso centrale, ovvero la nostra persona (con la sua emotività e cognitività), a comandarne i movimenti. 

Se l’inappropriatezza del termine “ipertono” per indicare qualcosa che succede ai muscoli pelvici di chi ha dolore è scienza, quello che segue è un’opinione personale: promuovere una narrazione che vede l’ipertono del pavimento pelvico come la causa di ogni male rischia di far sentire le persone danneggiate, non in controllo del proprio corpo, spaesate, impotenti.

In conclusione: meno ipertono, più attenzione alle persone!

a cura di Greta Tonelli