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I muscoli del pavimento pelvico sono come un’amaca appesa a due estremità (il pube e il coccige) e hanno una forma concava che accoglie gli organi pelvici (utero, vescica, retto, prostata etc). Se immaginiamo un’amaca il cui tessuto si restringe possiamo visualizzarla più orizzontale, questo è esattamente ciò che succede quando contraiamo i muscoli pelvici: si accorciano, sentiamo una sensazione di risucchio verso l’alto e si sollevano gli organi che si appoggiano su di esso. Questo è l’unico movimento che tali muscoli possono eseguire in maniera volontaria e sotto il nostro controllo. Ciò implica che possiamo comandare loro di contrarsi e di smettere di contrarsi.

La situazione però è leggermente più stratificata perché in realtà lo stato di contrazione o rilasciamento di tali muscoli è parte integrante di alcuni processi fisiologici, ad esempio la minzione o la sessualità. Per far sì che ciò avvenga il nostro sistema nervoso ha disposto un controllo automatico, ovvero involontario, di tali muscoli. Un controllo fine e intelligente, un servizio di taratura e ritaratura costante, tutto per far sì che le nostre funzioni vitali di minzione, defecazione e la sessualità funzionino al meglio.

Facciomo qualche esempio. Man mano che la nostra vescica si riempie aumenta lo stato di contrazione di tali muscoli al fine di garantire la continenza, quando invece ci sediamo sul water e comunichiamo al nostro cervello che siamo pronti per fare pipì il cervello comunica a sua volta a tali muscoli di rilassarsi per permettere la fuoriuscita di urina. Durante la sessualità invece la variazione dello stato di contrazione di tali muscoli è fondamentale per la creazione di sensazioni di piacere erotico: i muscoli sono in stretto contatto con la clitoride e contraendosi la muovono, inoltre il raggiungimento del plateau pre-orgasmico può avvenire solo se i muscoli si contraggono. Durante l’orgasmo si verificano una serie di contrazioni ritmiche del pavimento pelvico che nelle persone con pene comportano l’espulsione dello sperma mentre nelle persone con vagina semplicemente provocano piacere.

Possiamo quindi affermare che nella nostra vita non dobbiamo minimamente preoccuparci dello stato di contrazione o rilassamento di questi muscoli: fanno tutto da soli e la loro contrazione non è nemica, anzi.

Aggiungiamo però un pezzettino. Sappiamo dalla letteratura scientifica che quando la persona è sottoposta ad uno stimolo ansiogeno o pauroso (non necessariamente sessuale), tali muscoli hanno una risposta di contrazione automatica, protettiva. Tutto ciò che è legato alla zona pelvica è legato alla sopravvivenza e alla riproduzione, pertanto è facile che il nostro sistema nervoso percepisca la zona pelvica come una zona da proteggere. Dobbiamo tenere a mente questa informazione per ricordarci che se c’è dolore nella pelvi o se la sessualità è dolorosa è molto facile che la risposta di tali muscoli sia di contrazione.

Se ricordiamo però quanto detto all’inizio di questo articolo sappiamo che la persona è sempre in grado di comandare a questi muscoli di contrarsi o di rilasciarsi, pertanto esiste sempre la possibilità di modularne volontariamente lo stato di contrazione.

Per concludere, se vi è stato detto che i vostri muscoli sono irreversibilmente contratti e che necessitano di fastidiosi e invasivi trattamenti interni ricordatevi che esiste qualcosa di molto più semplice, efficace e non invasivo: imparare a sentirli e a gestirne il movimento!

a cura di Greta Tonelli