Trainer vaginali (dilatatori): guida completa all’uso e ai benefici per il benessere sessuale
Si chiamano dilatatori ma vi assicuro che in ogni vagina, da dilatare, non c’è proprio nulla. La vagina è un organo dalle pareti muscolari la cui caratteristica principale è l’elasticità. Non esistono vagine strette o vagine larghe. Non esistono muscoli costituzionalmente lunghi o corti. Non a caso nella letteratura scientifica si inizia a parlare di “vaginal trainers” piuttosto che di “dilatatori”, dove il verbo train significa preparare qualcuno o qualcosa ad un’attività, o imparare skills, insegnare un’abitudine. Calandolo nel nostro caso mi piace dire che i “dilatatori” siano dei toys, degli strumenti che la persona ha a disposizione per abituare o riabituare un orifizio corporeo (ano o vagina) a ricevere un oggetto o una parte del corpo, propria o altrui. Se vi dicono che le vostre vagine devono essere dilatate, o che i muscoli che le circondano sono corti contratti e arrabbiati vi stanno dicendo qualcosa di falso e riduttivo: il ricevere la penetrazione è una funzione che la vagina (e l’ano) hanno sempre in potenza e se si incontrano delle difficoltà o impossibilità ad eseguirle non è perché costituzionalmente il corpo è danneggiato o malato.
Iniziamo ad uscire dalla logica eteronormata secondo la quale la vagina abbia principalmente una funzione sessuale ovvero: essere penetrata. In un corpo femminile la parte che ha maggiormente una funzione sessuale è la vulva, quindi i genitali esterni. La vagina è un organo tramite che connette i genitali esterni con l’utero e rende possibile principalmente il concepimento e il parto. La vagina può, qualora sia in linea con la sua proprietaria, avere una funzione sessuale e il gesto può creare piacere. Le persone si posizionano però su un continuum dalle sfumature infinite: persone a cui piace da matti essere penetrate, persone a cui non piace minimamente, persone a cui piace solo in certe circostanze. È tutto giusto e normale, nessuna è rotta né nella psiche né nel corpo.
La penetrazione è una funzione e per far sì che sia possibile, e magari piacevole, collaborano tra di loro aspetti biologici, muscolari, psicologici, sociali e culturali. Saremmo più che banali ad immaginare che la penetrazione sia un qualcosa di puramente meccanico e che quel gesto meccanico porti meccanicamente al piacere. Non è infatti così.
Se ad una persona risulta difficile, o impossibile, da sempre o ad un certo punto, ricevere penetrazione e desidera lavorare per rendere possibile tale funzione, allora i trainer vaginali possono essere un valido aiuto.
Ma… non a stretchare i tessuti e i muscoli. Non ad allargare la vagina. Bensì ad esporre gradualmente la persona ad uno stimolo fisico penetrativo che indurrà delle emozioni e dei pensieri. Nel caso in cui lo stimolo penetrativo sia doloroso, oppure induca emozioni di paura o di disgusto, il comportamento tipico sarò l’evitamento di quello stimolo e la risposta muscolare sarà di chiusura, di contrazione difensiva per inibire l’ingresso di qualsiasi cosa. I trainer vaginali possono essere un valido aiuto per sentire, conoscere e scavare dentro le sensazioni fisiche ed emotive e imparare a gestirle insieme ai pensieri che emergono durante il rapporto, nonché imparare a gestire lo stato di contrazione e rilassamento dei propri muscoli pelvici. Sono quindi strumenti per aiutare la persona a conoscersi e a migliorare una funzione.
Usare i dilatatori non deve quindi essere un momento in cui la persona combatte contro sé stessa, stringe i denti e sopporta la sensazione (fastidiosa) di qualcosa di sempre più grande che entra in vagina. I dilatatori devono essere comodi e confortevoli e il loro utilizzo deve essere guidato da un operatore che aiuti la persona a navigare nel discomfort fisico e emotivo che lo stimolo potrebbe indurre. È da quello che può originare il cambiamento.
a cura di Greta Tonelli
